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Verso massimi storici del dax? Statistiche a supporto

Il discorso di Trump e l’avversione al rischio

La reazione dei mercati dopo il discorso pronunciato ieri da Donald Trump lascia pochi spazi ad interpretazioni.

Ieri scrivevamo che le fasi di risk off, che si stavano alternando a fasi di respiro, avrebbero dovuto essere considerate ancora temporanee e che, fino a che lo S&P500 non avesse raggiunto l’area di 3.150 la possibilità di assistere al raggiungimento di nuovi massimi sarebbe stata concreta.

Dopo le parole che hanno fatto pensare ad una de escalation, ovvero alla possibilità che non si arrivi a degli scontri a fuoco più severi rispetto a quanto visto finora, abbiamo avuto l’interruzione della salita del franco svizzero e, quando Trump ha parlato anche dell’economia americana, dicendo che non è mai stata così forte e che gli Stati Uniti hanno raggiunto l’indipendenza energetica a livello di produzione di petrolio e gas naturale, il quadro di rilassamento si è completato, con l’oro che ha approfondito le proprie correzioni a ribasso, già partite con le prese di profitto dopo che i prezzi avevano superato quota 1.600 e con le borse, per l’appunto, su nuovi massimi. 

I listini

Lo S&P500 ha infatti raggiunto i massimi storici, andando a formare una candela giornaliera ed è plausibile che si tentino delle estensioni tecniche oltre tali livelli, con le aree passanti per 3.275 e 3.285 papabili per potenziali estensioni.

Il Dax, allo stesso modo, è tornato sui massimi relativi fatti segnare tra metà dicembre e l’inizio di quest’anno e si è avvicinato all’area principale di riferimento, che arriva dai massimi assoluti che il mercato ha battuto tra il novembre del 2017 e il gennaio del 2018, arrivando in sostanza su un’area di resistenza statica che se dovesse saltare porterebbe alla costruzione di nuovi massimi storici.

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Non abbiamo spazio per spiegare le statistiche relative ai nuovi massimi storici per l’America (i trader che ci seguono giornalmente hanno idea dei ragionamenti che abbiamo fatto su tutte le nuove salite), ci concentriamo su un ragionamento che arriva dal passato sul Dax.

A partire dai massimi di aprile 2017, le estensioni che sono avvenute oltre i primi due massimi storici segnati a partire da quella data (proprio aprile 2017 e giugno 2017), hanno fatto registrare circa 100 punti di rialzo.

Ad ottobre 2017 le estensioni su nuovi massimi hanno cominciato ad essere più sostanziose, nell’ordine dei 150 punti, per poi arrivare agli strappi finali che hanno mostrato strappi nell’ordine di grandezza dei 400 punti proprio sui primi massimi storici di novembre 2017.

Questo ci restituisce delle statistiche interessanti in caso di formazione di nuovi massimi, con l’area di 13.700 che risulterebbe papabile.

Da un punto di vista potenzialmente operativo, qualora dovessero mostrarsi delle estensioni altre la zona di 13.600, l’idea è quella di seguire delle prime estensioni nell’ordine di 40 punti (derivanti dall’analisi più micro dei movimenti citati finora), con il posizionamento di protezioni in pari e il taglio parziale di eventuali posizioni sui primi livelli di 13.640.

Oltre a questo, occorre notare che l’esposizione netta dei trader retail (sia su US500 che su Dax) risulta ora corta, il che, di fronte a movimenti direzionali che raggiungono livelli tecnici importanti (come la situazione attuale), risulta un campanello di allarme a livello statistico foriero di potenziali movimenti contrarian rispetto al sentiment prevalente degli operatori al dettaglio.

Più nel breve periodo, l’attenzione potrebbe essere posta all’area transitante per 13.480, che se superata potrebbe condurre ad estensioni proprio vero i massimi storici citati.

Occorre chiaramente tenere sotto osservazione anche la possibilità di storni e di prese di profitto, su cui molti trader stanno scommettendo, l’importante è avere sempre delle protezioni in macchina a causa di quanto visto finora )se volete ragionare sui livelli, contattateci, siamo a disposizione).

Articolo scritto da Matteo Paganini Managing Director di Pepperstone, Specializzato nell'analisi del mercato valutario e delle commodities sulla base dell'utilizzo combinato dell'analisi tecnica e di quella macroeconomica.

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