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Usd/Jpy e oro. Chi è il bugiardo?

Oggi non guarderemo il mercato da un punto di vista tecnico prettamente tecnico, in quanto sulle major stiamo vivendo un momento di pausa importante (e crediamo di breve durata), che serve a riordinare le idee degli operatori e prepararsi alla fine dell’anno.

Non ci siamo nascosti nelle nostre precedenti pubblicazioni per quanto concerne le idee di flussi di capitale in entrata sui listini azionari ed abbiamo avuto conferma dai movimenti che i massimi storici ipotizzati sulle borse americane sono stati raggiunti e non crediamo, attualmente, che esistano delle condizioni importanti di risk off, per cui stiamo attenti ad ulteriori nuovi massimi.

Dovessero partire delle prese di profitto, cercheremo di intercettarle e domani ragioneremo insieme sui livelli di prezzo da curare.

Un ultimo dato sui listini, che conferma le nostre idee precedenti, riguarda le correlazioni positive tra America ed Europa, con il Dax che sta ben seguendo gli americani e che inizia a prospettare l’arrivo all’ultimo target studiato per questa fase di estensione rialzista, posto a 13.200 se ricordate.

Di fronte ad una situazione di questo tipo, dobbiamo ragionare su due cose: cosa dovrebbero fare, normalmente, UsdJpy e oro e cosa dovrebbero fare UsdJpy e oro dopo che la Fed ha tagliato i tassi.

Cerchiamo di spiegare i nostri ragionamenti.

Quando le borse salgono, in un mondo ben correlato, UsdJpy dovrebbe salire, a causa di finanziamenti aperti in yen (che costano poco) per acquistare rischio (ovvero azionario), mentre l’oro dovrebbe scendere, in quanto non essendoci pericoli particolari percepiti, esso non dovrebbe essere acquistato come bene rifugio, dunque o non si fa niente sul metallo giallo, o lo si vende (se il mondo è correlato è più probabile assistere a vendite).

Dopo che la Fed ha tagliato i tassi, si sono fatte le prove di dollarocentrismo (come ipotizzato), ma lo spettacolo non è ancora pronto per andare in onda. Sostanzialmente, sulla Fed, si sono verificate due reazioni.

La prima (fase 1), di acquisto di dollaro, con borse ferme, la seconda (fase 2) di vendite di biglietto verde, con borse che salivano.

Le reazioni del UsdJpy in fase 2 hanno mostrato che esso è sceso insieme al dollaro invece di salire con le borse, mentre l’oro ha cominciato a muoversi insieme al dollaro, dopo molto tempo in cui questo non accadeva. Dunque UsdJpy invece di vedere vendite di yen per acquistare borse, vedeva prevalere la forza ribassista del dollaro, con l’oro che saliva insieme alle borse e che dunque seguiva la debolezza di dollaro.

I due hanno provato ad abbandonare le correlazioni con le borse per correlarsi con il dollaro.

Il giorno dopo la Fed (fase 3), le borse hanno preso profitto sui rumor di una Cina che avrebbe potuto creare dei problemi sui dazi (ricordate che abbiamo detto che i dazi potrebbero continuare ad essere forieri di alti strappi di volatilità nel brevissimo termine?) e su questi movimenti, con un dollaro che continuava a scendere, UsdJpy ed oro cosa facevano?

Tornavano ad essere correlati con le borse, ma provavano a continuare ad essere correlati anche con il dollaro.

Il primo scendeva (vendite di dollari e acquisti di valuta rifugio), il secondo saliva (vendite di dollaro e acquisti di bene rifugio). Adesso invece?

Innanzitutto le borse sono rialziste mentre l’oro non ha direzionalità precisa contro le principali valute.

In questo scenario l’oro è in laterale e non reagisce alle salite delle borse (correlato potenzialmente più con il dollaro che con i listini), mentre UsdJpy ha dormito sui primi strappi rialzisti delle borse, per poi piano piano ricominciare a salire insieme ai listini.

Siamo dunque di fronte ad un tentativo di ricorrelazione con il dollaro da parte dei due osservati speciali, con loro reattività alle borse che va e viene ma che possiamo continuare ad attenderci soprattutto di fronte a correzioni dei listini.

Tirando le somme, non abbiamo bugiardi all’appello, ma solo due protagonisti che hanno bisogno che chi tira i fili si schiarisca le idee e faccia partire dei movimenti dollarocentrici per lo meno contro euro, sterlina, franco, e dollaro canadese, il che permetterà di inquadrare la situazione da quel momento in avanti.

Il fatto che però possiamo tornare a guardare oro e UsdJpy non come due mosche bianche, ma in potenziale correlazione con il dollaro, è qualcosa che verosimilmente tornerà molto utile in futuro, un futuro, per come vediamo ora i flussi di capitale, non così tanto lontano. Per il momento, aspettiamo che il dollaro (si guardi il dollar index) prenda direzionalità di breve e prepariamoci, in caso di prese di profitto sulle borse a salite di oro e discese di UsdJpy. Poi, vedremo.

Articolo scritto da Matteo Paganini Managing Director di Pepperstone, Specializzato nell'analisi del mercato valutario e delle commodities sulla base dell'utilizzo combinato dell'analisi tecnica e di quella macroeconomica.

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