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PREVISIONI MERCATI- La droga delle banche centrali sarà sufficiente?

Non è quello che non sai che ti mette nei guai, è quello che sai per certo, ma che in realtà non è cosi.

In questo momento ci sono due convinzioni in borsa.

I primi credono che ci sarà un terribile declino dei mercati con nuovi minimi annuali dei prezzi, i secondi scommettono su un recupero a forma di V con un nuovo record dei prezzi.

Se si guarda le recenti performance, sembra che la 2 ipotesi, quella di nuovi record dei mercati entro fine anno sia la più realizzabile. 

Chart

Come vedete gli indici della borsa Madre, s&p 500 Dow Jones e Nasdaq 100 hanno quasi recuperato tutti i recenti ribassi, con il Nasdaq addirittura su nuovi livelli record storici.

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Il mercato sta ipotizzando ciò che il futuro potrebbe portare ovverò una ripresa a V nel 2021 con il vaccino Covid 19, e reagisce in base a questi presupposti. Questo è il motivo per cui il mercato azionario è un indicatore anticipatorio per l'economia e di solito tocca il fondo diversi mesi prima della fine di una recessione, o anticipa sempre un rialzo in caso di crescita del Pil.

Le recenti trimestrali societarie rilasciate nel mese di maggio, sono state ottime.

Il 67% di queste società ha registrato un utile superiore alle aspettative e solo il 29% ha registrato un utile inferiore alle aspettative.

Ma attenzione, battere le aspettative degli analisti è sempre un buon segno, ma il primo trimestre non è un buon indicatore in questo caso per fare delle previsioni.

La maggior parte delle aziende è stata in grado di operare in modo normale fino all'inizio o alla metà di marzo, quindi il vero impatto del Covid 19 si vedrà nel mese di luglio, dove inizierà il periodo delle pubblicazioni dei 2 trimestri delle aziende.

Si può anche essere abbastanza ottimisti quando si guarda alle cinque grandi aziende che decidono i movimenti dello  l'S&P 500: Amazon (AMZN), Apple (AAPL), Microsoft (MSFT), Facebook (FB) e Alphabet (GOOG).

Dato che queste cinque società costituiscono circa il 20% dell'S&P 500, hanno il potere di spostare l'indice in modo considerevole.

Tra queste cinque aziende, Apple è l'unica che potrebbe potrebbe avere qualche problema.

Con vendite in calo nella Grande Cina e stagnanti nelle Americhe, in Giappone e nel resto dell'Asia-Pacifico, Apple ha potuto registrare solo lo 0,5% di crescita del fatturato.

Le altre quattro aziende hanno registrato una crescita a due cifre del fatturato e in alcuni casi - Microsoft e Facebook - anche alti tassi di crescita dei guadagni, soprattutto Facebook, che ha aggiunto la funzionalità Ecommerce proprio in questi giorni che daranno un ulteriore spinta ai ricavi nel 2020.

I risultati del primo trimestre di queste cinque società sono super, ma non riflettono ancora gli effetti della pandemia, come detto prima li vedremo a luglio.

Inoltre si tratta di società che operano nel settore delle tecnologie dell'informazione e non sono rappresentative dell'intera economia statunitense (o mondiale).

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In modi diversi, queste cinque aziende potrebbero persino trarre profitto dagli ordini di shelter-in-place (ordinare più articoli online, passare più tempo online, scaricare più applicazioni, utilizzare servizi cloud).

I mercati stanno salendo anche per il tempestivo e massiccio intervento delle banche centrali.

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Secondo il CSIS, le nazioni del G20 hanno speso tra lo 0,9% e il 18,2% del PIL della nazione per rispondere a COVID-19.

L'Italia, ad esempio, ha speso 168 miliardi di dollari (circa l'8,5% del PIL) e la Francia ha speso 256 miliardi di dollari (circa il 9,5% del PIL).

La Cina ha speso 517 miliardi di dollari, pari a solo il 3,7% del PIL del Paese. L'importo più alto è stato speso dagli Stati Uniti - circa 2,9 trilioni di dollari, che equivale al 13,6% del PIL della nazione come vedete nel grafico sopra.

L'importo relativo più alto è stato speso in Germania. Con una spesa totale di 704 miliardi di dollari, il paese ha speso il 18,2% del suo PIL.

Grossi interventi che potrebbero non bastare.

Il mese di luglio con le pubblicazioni delle 2 trimestrali sarà decisivo per capire l'impatto presente e futuro del Covid 19 sull'economia.

Nel frattempo molte società stanno iniziando a tagliare i dividendi.

Questo non è un buon segno e costituisce un segnale di allarme.

Articolo di Antonio Ferlito nato nella "Milano del sud", Vincitore della Traders'cup, Dal 2008 non si perde un giorno di borsa.

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