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Petrolio, previsioni per dicembre 2020

A dicembre 2020 concluderemo uno degli anni più tumultuosi nella storia delle quotazioni del petrolio. Tutti ricordiamo i futures negativi, i crolli continui della primavera e poi il graduale recupero nel corso dell'autunno. Ma cosa aspettarci per la fine dell'anno?

Qui ho voluto raccogliere le mie previsioni e gli eventi principali che seguiremo nella trading room di BestBrokers in questo mese. Si tratta delle linee guida per i trader che vogliono negoziare petrolio a dicembre, focalizzandosi sui fondamentali del mercato.

Come sempre, ti ricordo che se vuoi accedere all'elenco delle mie operazioni in tempo reale lo puoi fare registrandoti nella sala riservata di BestBrokers.

petrolio dicembre 2020

L'andamento delle scorte

A novembre, le registrazioni settimanali sulle scorte di petrolio negli Stati Uniti sono andate molto diversamente dalle aspettative negli analisti. In tre occasioni su quattro, gli stock sono stati nettamente più bassi di quanto previsto. Questo ha fatto rapidamente aumentare il valore del greggio, che stava già recuperando sulla scia di una maggior coesione (o almeno meno litigi) tra i principali paesi produttori.

Il 4 di dicembre si è tenuto uno degli eventi più attesi dell'anno. Parliamo del vertice OPEC+, di cui fanno parte tutti i principali esportatori di petrolio con l'aggiunta della Russia. 

Con notevole sorpresa dei mercati, i vertici hanno deciso di aumentare la produzione di 500.000 barili al giorno cominciando da gennaio 2021. Solitamente gli incontri di dicembre sono i più importanti da seguire, proprio perché dettano le linee guida sulla produzione di tutto l'anno successivo.

L'aumento della produzione è stato accolto dai mercati meno peggio del previsto; anche in seguito al rilascio delle dichiarazioni del vertice, i prezzi sono rimasti alti nel corso della giornata. Così la prima settimana di negoziazioni di dicembre si è chiusa con il petrolio in rialzo, malgrado l'aumento dell'offerta a cominciare dal mese prossimo.

Anche se sul breve termine prevale l'ottimismo, però, attenzione a non sottovalutare gli effetti di questo incremento nel lungo termine; la domanda è ancora lontana da un recupero completo e le nuove decisioni del cartello rischiano di rallentare molto il ritorno ai livelli pre-crisi.

Ottimismo da vaccino in corso

Indubbiamente la notizia più importante per i mercati finanziari a novembre ha riguardato l'arrivo dei vaccini contro il coronavirus. Mesi di attesa si sono tradotti finalmente in riscontri positivi: Pfizer, Moderna e AstraZeneca hanno completato con successo le ultime fasi di test. Ora mancano le ultime autorizzazioni, ma le dosi sono già in produzione.

Anche il vaccino russo Sputnik, insieme a quello cinese, hanno aiutato la ripresa del prezzo del petrolio. In questo caso parliamo di vaccini già in corso di distribuzione, con i quali i riscontri attuali sono buoni.

Nel complesso è evidente che il vaccino sia una buona notizia, anche per i prezzi del petrolio. Finalmente si vede una luce definitiva in fondo al tunnel, una che possa realmente farci passare oltre l'emergenza coronavirus. Il problema è che i mercati stanno iper-reagendo a delle buone notizie, rendendo difficile capire quali strumenti abbiano un prezzo inflazionato rispetto al valore di mercato.

Il petrolio, in particolare, è proprio uno di questi strumenti. Da una parte i vaccini fanno pensare a un aumento della domanda nel medio termine, ma attenzione; un buon trader deve anticipare i mercati, non limitarsi a reagire. 

I mercati stanno scontando le notizie sul vaccino come se fossimo già passati oltre la crisi, ma non è detto che sia così. Al momento non ci sono dati sulla durata dell'immunità, né sappiamo se chi è vaccinato possa trasmettere comunque il virus a un soggetto sano. Se qualcosa dovesse rivelarsi meno ideale del previsto, il prezzo del petrolio sarebbe di nuovo sotto pressione.

Le previsioni sulla domanda di petrolio

Dopo il vertice OPEC siamo sicuri che l'offerta di petrolio aumenterà a partire da gennaio. Non sappiamo, però, quale sarà con certezza l'andamento della domanda.

Visto l'andamento del mercato, il sentiment degli investitori è che le notizie sul vaccino siano più importanti delle decisioni dell'OPEC. Ma è davvero così? Dobbiamo guardare al quadro più ampio.

Nel breve termine le vaccinazioni faranno allentare le misure di contenimento, portando ad esempio le persone a viaggiare di più e le merci a venire più scambiate attraverso i confini nazionali. Ma è molto azzardato pensare che il 2021 ci farà ritornare sui livello di consumo di combustibili fossili del 2019.

Nel medio termine, invece, molti governi stanno approfittando della crisi economica per offrire stimoli all'economia che impatteranno anche sui prossimi anni. Tra questi incentivi, molti governi stanno puntando sui bonus per le auto elettriche e sull'energia rinnovabile più in generale. Di certo la benzina non scomparirà da un momento all'altro, ma più guardiamo in là e più questo diventa un fattore da considerare.

Cosa significa la vittoria di Biden per il prezzo del petrolio?

L'altro macro-evento di novembre sono state senza dubbio le elezioni presidenziali negli USA, che hanno visto tumultuosamente uscire vincitore Joe Biden. E questo non è assolutamente un dato da poco per le quotazioni del petrolio.

In campagna elettorale, Biden ha ammesso di voler mettere un forte freno alla produzione di shale oil negli Stati Uniti. La stessa tecnologia che ha reso l'America quasi indipendente sul fronte energetico, ora viene messa in cantina in favore di energia più pulita.

Anche se nel lungo termine questo avrà impatti negativi sulla domanda di petrolio, nel breve significa tutt'altro. Significa che nel corso della sua presidenza verranno messe in atto politiche di riduzione dell'offerta statunitense, diminuendo il numero di barili in circolazione. 

Allo stesso tempo, però, questa nuova presidenza potrebbe seriamente allentare la presa su Iran e Venezuela, due nazioni produttrici di petrolio che Trump ha costretto a non esportare più attraverso le sanzioni economiche. Alcuni grandi mercati di sbocco, tra cui l'India, hanno già anticipato di voler riprendere le importazioni durante la presidenza di Biden.

Nel complesso, dunque, dovremo capire se le politiche di Biden saranno favorevoli a una riduzione delle sanzioni e se questo avrà un impatto più forte della riduzione della produzione di shale oil.

Nel corso del mese il team di BestBrokers sarà sicuramente impegnato nel trading sul petrolio. Se vuoi seguire le nostre operazioni in tempo reale, accedi alla sala riservata.

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