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DAX | Previsioni dicembre 2020

Quest'anno sarà un dicembre particolare per il DAX. Come potrebbe essere altrimenti? Novembre si è chiuso con notizie di una portata enorme. La seconda ondata di coronavirus stringe il cerchio intorno all'economia europea, anche se arrivano buone notizie sui tempi e sull'efficacia del vaccino.

Abbiamo poi le Presidenziali USA, concluse ma non concluse, culminate in una battaglia legale senza precedenti che vede impegnati eserciti di avvocati da entrambi i fronti. Infine abbiamo i soliti noti: i dati del calendario economico, ancora sulle montagne russe, le dichiarazioni della BCE e le attese per i report sul Q4 di quest'anno che usciranno a gennaio.

Andiamo a vedere quali sono gli asset e le situazioni più interessanti da seguire. Per non perderti le nostre operazioni di trading sull'indice in tempo reale, invece, iscriviti alla nostra sala riservata.

Maxi-rimbalzo a novembre: il DAX torna ai livelli pre-crisi

Novembre è stato un mese positivo per le Borse. La questioni delle Presidenziali USA ha lasciato strascichi, è vero. Ma gli investitori hanno avuto modo di capire che a prescindere dal vincitore, il giorno dopo le elezioni il Sole sarebbe sorto comunque. La riduzione dell'incertezza per l'esito elettorale, come sempre, ha dato ossigeno ai mercati.

In Germania il coronavirus è più sotto controllo che in tutte le altre grandi nazioni europee. I buoni riscontri dati dai test sul vaccino americano lasciano ben sperare per un anno migliore. Angela Merkel si è dimostrata risoluta nell'introdurre misure preventive e per ora sembra che abbiano funzionato.

Nel frattempo la BCE gioca la sua parte. Le parole della Presidente Lagarde sono state poche ma dirette: i tassi rimangono uguali, a dicembre saranno valutate nuove misure di sostegno ai governi nazionali. Intanto prosegue il piano di acquisto di titoli, iniezioni di liquidità e tutto ciò che già è stato iniziato nei mesi scorsi.

Forse la dichiarazione più importante in arrivo dall'Eurotower riguarda l'inflazione. Christine Lagarde conferma che in caso di mancato target dell'inflazione, la BCE è disposta a mettere sul tavolo la liquidità necessaria a centrare l'obiettivo il prossimo anno. Nulla di eclatante, insomma, ma come sempre è proprio la stabilità a muovere i mercati a rialzo.

Il DAX è tornato ai livelli di febbraio. Prima di parlare di supporti o resistenze, vale la pena ricordare che questo è un enorme traguardo psicologico. Non perché sia stato un gran mese, ma perché poteva sicuramente andare peggio di così.

La Germania resiste al lockdown

Il DAX si prepara ancora una volta a performare meglio degli altri indici europei. Al di là del fatto che sia un'abitudine, questo mese è ulteriormente sospinto dal buon contenimento della pandemia in Germania.

Anche se la nazione guidata da Angela Merkel deve sottostare ad alcune restrizioni, sono meno di quelle imposte in Francia, Italia e Spagna. L'indice di diffusione del contagio si è abbassato gradualmente dopo la prima settimana di novembre, lasciando pensare che nella terra dei Länder il peggio della seconda ondata sia passato.

Al momento la Germania ha meno della metà dei casi attivi ufficialmente riportati rispetto all'Italia. Con una popolazione che conta 20 milioni di abitanti in più, più posti letto e più risorse economiche da destinare alle attività che soffriranno gli effetti delle restrizioni.

Questo dicembre fatto di sport -in gran parte- fermo e aerei che non decollano penalizzerà sicuramente Adidas e Lufthansa. Non è detto, comunque, che i titoli non inizino già la loro ripresa in vista di tempi migliori nel 2021.

Dobbiamo ricordare che in questo momento i mercati hanno già scontato l'effetto della seconda ondata di contagi. Ora dovrebbero attenderci le notizie più favorevoli alla ripresa: la produzione del vaccino, la sua distribuzione e un graduale miglioramento della situazione dei contagi grazie alle misure di contenimento.

Riassunto del calendario economico

La prima parte di novembre si è aperta con buone notizie dal calendario economico:

  • I manager delle imprese tedesche, sia nel settore manifatturiero che dei servizi, stanno piazzando più ordini industriali del previsto. Tutti gli indici PMI hanno registrato dati migliori delle attese a livello nazionale, ma hanno fatto eco anche i dati europei sul tema;
  • Il saldo della bilancia commerciale ha battuto nettamente le attese degli analisti;
  • Anche se cresce meno del previsto, la produzione industriale tedesca mette a segno un +1.6% rispetto al mese precedente.

Cosa succede all'automotive?

Insieme, Daimler, BMW e Volkswagen pesano come un macigno sul DAX. Il settore automotive è il fiore all'occhiello dell'industria manifatturiera tedesca. Potremmo aggiungerci anche Continental, strettamente legata all'andamento delle vendite di automobili per le sue forniture di pneumatici.

Sappiamo bene che il mercato dell'automobile, come quello di tutti i beni durevoli, è fortemente ciclico: quando l'economia nel suo insieme cresce, l'automotive cresce più del PIL. Ovviamente vale anche la regola inversa durante i periodi di recessione.

Per il momento la situazione è questa:

  • Daimler ha recuperato i livelli pre-crisi, anche grazie al solito dominio di Mercedes in Formula 1 che quest'anno ha portato al superamento di ogni record precedente
  • BMW è praticamente arrivata al punto di pareggio rispetto all'inizio della pandemia
  • Volkswagen fa un po'di fatica in più ma è a poco più del 5% dal recupero rispetto a febbraio

Qualcuno potrebbe dire che il recupero è sostenuto da un effetto di rimbalzo molto forte durante i mesi estivi, con dati sulle immatricolazioni alle stelle. Qualcun altro potrebbe dire che quando le azioni erano basse hanno attirato più capitali di quanti ne meritassero davvero.

Sicuramente i dati sulle immatricolazioni di novembre ci aiuteranno a capire meglio come sia cambiato il mercato con l'arrivo della seconda ondata. A prescindere, però, è importante ricordare che i titoli dell'automobile amplificheranno tutte le oscillazioni del DAX.

I titoli da seguire

Al momento il DAX ha alcuni titoli particolarmente fragili: Adidas soffre la drastica riduzione delle vendite al dettaglio rispetto al Natale degli scorsi anni; Lufthansa patisce le stesse pene di tutte le altre compagnie di bandiera, volando solo al 25% della sua capacità operativa; poi ci sono i titoli automotive, che saranno un pezzo interessante del puzzle.

Questi titoli pendono dalle notizie relative al Covid-19, ai piani di sostegno della BCE e alle misure di intervento del governo tedesco. A dicembre saranno lo specchio del DAX e ci daranno un'ottima indicazione di dove sia diretto l'indice nel suo complesso.

 

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